Dalla caduta…un passo di danza

da | Gen 20, 2018 | Famiglia, Istruzione, Lavoro, Sociale

Riflessioni sulla visione positiva dell’errore come risorsa e fonte di conoscenza.

Fin da piccoli ci insegnano che c’è un ‘giusto’ e uno ‘sbagliato’, che è un problema se non hai la risposta ‘giusta’. Se fai degli errori deludi gli altri, i genitori, gli insegnanti; sei pigro o irresponsabile, non hai studiato abbastanza, non ti sei impegnato abbastanza, o non capisci. Ci insegnano che per avere successo nella vita dobbiamo ‘non fare errori’. Impariamo questa lezione così bene, che molti di noi diventando dei perfezionisti, delle persone sempre in sfida con se stesse e con gli altri, nell’instancabile raggiungimento di ulteriori successi. E in una cultura in cui non c’è spazio per l’errore, diventa scomodo ammettere la propria fallibilità, perché fare un errore significa che c’è qualcosa di sbagliato in noi, significa che ‘siamo sbagliati’. Così sviluppiamo la paura di sbagliare, ci impegniamo per non cadere in errore, se succede ce ne vergogniamo e cerchiamo di nasconderlo. Cresciamo rinforzando sempre di più questa attitudine nei confronti dell’errore e finiamo per irrigidirci nella convinzione che la nostra prospettiva sia quella ‘giusta’, perché questo ci fa sentire intelligenti, responsabili, e al sicuro.

Dalla inaccettabilità del commettere errore e dalla convinzione che le proprie posizioni siano quelle ‘giuste’ fino al rifiuto della diversità il passo è breve. Come ci spieghiamo tutte quelle persone che non sono d’accordo con noi? Alcuni risolvono questo problema affermando che gli altri sono ignoranti e che basterà convincerli, perché capiscano la verità e la accettino come quella ‘giusta’. Se questo non avviene, e persiste il disaccordo, allora prende spazio l’idea che gli altri siano degli incapaci: nonostante gli abbiamo mostrato ciò che è ‘giusto’, sono troppo ignoranti per mettere insieme le informazioni correttamente e conformarsi alla nostra posizione. Se-dopo ulteriori tentativi- le persone si ostinano a non vedere che noi siamo nel giusto e loro sbagliano…vi è una sola possibile spiegazione: sanno la verità e la stanno deliberatamente manipolando per i loro biechi interessi!

Un altro meccanismo, è quello per cui non potendo sbagliare, se qualcosa va storto (e prima o poi c’è sempre qualcosa che va storto!), l’errore è fuori di noi…’è colpa degli altri’ o di chissà quale forza del destino. Questa dinamica, ci impedisce di imparare dalle esperienze e porta paradossalmente a una perdita di controllo sulla propria vita. Se ciò che succede non dipende da noi, noi non abbiamo il potere di modificarlo.

È facile vedere da questi esempi come, una cultura fondata sulla inaccettabilità dell’errore, possa facilmente portarci a posizione rigide che ci impediscono di evolverci e al rifiuto della diversità. Non solo, nella rigida convinzione di essere nel giusto, rischiamo di perderci la bellezza dell’essere umano. Il miracolo della nostra mente non è che vede il mondo in maniera asettica per come è, ma che ognuno di noi lo vede un po’ differente. È il motivo per cui ognuno di noi può guardare il cielo e vederci qualcosa di diverso, è il motivo per cui può esistere un Picasso e un Monet…ed è anche il motivo per cui possiamo commettere errori.

La nostra capacità di sbagliare, non è un difetto imbarazzante nel sistema umano, è fondamentale alla nostra stessa natura. Ed è il modo in cui impariamo, cresciamo, e nutriamo la nostra creatività. Il procedere per tentativi e correzioni per conoscere e costruire è -almeno in teoria- un principio condivisibile e applicabile a qualunque contesto di vita e lavorativo. Tuttavia, la nostra cultura sembra fondata più sulla inaccettabilità dell’errore che sul suo valore positivo quale risorsa e fonte di conoscenza; evitare l’errore è spesso considerato una delle priorità del processo d’insegnamento e apprendimento. Il paradosso è che, in questa lotta all’errore, ci scordiamo che noi stessi, esseri umani, siamo un sistema complesso che si è evoluto in milioni di anni attraverso variazioni e selezione, continue e ripetute occasioni di prove ed errori.

Occorre una rivalutazione coraggiosa dell’errore, come nella maieutica socratica ‘in ogni errore giace la possibilità di una storia’. Ogni errore può essere un errore creativo.

Cosa possiamo fare per creare un ambiente in cui sia permesso sperimentare senza alcun timore e in cui il fallimento venga considerato come mezzo per una presa di coscienza? Occorre considerare l’errore come opportunità di revisione e di miglioramento, e utilizzarlo per modificare i comportamenti. La capacità di conoscere a partire dall’errore è una competenza umana. Una competenza che si può e si deve affinare. Per fare questo bisogna che tutti accettino l’idea che l’errore non è solo regressivo ma anche progressivo e addirittura prezioso, un aspetto fondamentale della costruzione e della crescita.

Se cadiamo, e tutte le nostre energie sono impegnate nel giudicarci, nel dirci che abbiamo sbagliato e nel rialzarci il prima possibile vergognandoci che gli altri ci vedano, ci potremmo perdere la bellezza del prato su cui siamo caduti, un quadrifoglio che cresce davanti ai nostri occhi; potremmo perdere l’opportunità di imparare a fare le capriole. Voi direte: ‘a volte non c’è proprio nulla di bello in una caduta, anche a volermi guardare bene intorno’. Il punto non è che dobbiamo per forza vedere tutto rose e fiori, ma che -se la nostra mente non è presa dal giudizio e dalla condanna dell’errore- ci concediamo la possibilità di imparare, di guardarci intorno, di vedere cosa ci ha fatto inciampare, di capire come mantenere l’equilibrio la prossima volta, o evitare la buca. Magari ci concediamo anche la possibilità di chiedere a chi ci è vicino di darci una mano a rialzarci. Non possiamo evitare di sbagliare, ma possiamo evitare che gli errori ci mortifichino e che il giudizio ci paralizzi. È dal momento in cui accettiamo l’errore, ci soffermiamo ad analizzarlo e ci rialziamo che inizia il miglioramento. È in quel momento che ci diamo la possibilità di scegliere e di trasformare una caduta in un passo di danza.

La vita stessa è tutto un susseguirsi di errori…ci aspettiamo che vada in un certo modo…e invece, spesso, qualcosa di diverso accade… A noi la scelta di consumare le nostre energie nel tentativo disperato di evitare l’errore e di sentirci sbagliati, o di vivere e imparare da ciò che accade, nella gioia di aggiungere ogni volta una inaspettata ricchezza.

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