È la terza volta che mi reco in questo posto un po’ magico. Sto scrivendo un libro e ho pensato di trovare un luogo adatto per poter trovare la concentrazione, lontana da tutto e da tutti. È una piccola corte, una fattoria educativa in cui il sig. Gianni si occupa di tutto. Ci sono le panche sotto il pergolato dove di solito mi metto a lavorare. Un cerchio disegnato al centro della corte, dove i bambini in visita si siedono ad ascoltare il cantastorie Gianni. Si sentono la mucca, le galline, le capre…il fruscio del vento tra gli alberi…
Quando ho chiamato per avvertire che sarei andata questo mese, il sig. Gianni mi ha detto che era in vacanza, e che nonna Rosa mi avrebbe accolto. Di andare tranquillamente…tanto conoscevo il posto e sapevo già tutto.
…Trovo quasi bizzarra questa ospitalità gratuita.
Nonna Rosa ha 91 anni, mi racconta qualche pezzetto della sua vita, di come-dopo una caduta- si sia rimessa in piedi. A 90 anni si è messa a fare ginnastica. Questa donna minuta mi tiene la mano mentre parla, con un sorriso gentile.
Mi metto a lavorare, e –come sempre – arriva Giovanna a portarmi il termos del caffè. Questa volta si ferma e mi guarda, come se si aspettasse qualcosa. La ringrazio, scambiamo due parole. Soddisfatta se ne va. Seguo con lo sguardo quella bambina nel corpo di una donna, con quella sua andatura un po’ sgraziata. Mi chiedo che vita abbia…come se la mia fosse migliore… e mi rendo conto di quanto amore ci sia nel portarmi il caffè, tutte le volte. Si prende cura di me…senza niente in cambio. Ed è felice nel farlo. Il mio pensiero torna a nonna Rosa. Ha voluto accogliermi, venendomi incontro con un po’ di fatica. Minuta e con una grande energia. Non sapeva chi fossi e mi ha aperto le porte di casa sua.
Tutto in questo posto trasuda accoglienza. Quella vera. Quella che non si chiede perché, che non indaga, che non giudica e che non chiede nulla in cambio.  È davvero un posto magico questo.

Mi domando come sarebbe il mondo se fossimo tutti così.

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